Saturday, 20 January 2018

drawing an eye


dancing man


la politica è onirica


riforma elettorale

Proposta per una riforma elettorale:

Perché il voto di chi si informa e si impegna in politica deve valere uguale di chi vota a caso solo per aver visto una foto su un muro con uno slogan oppure, ancora peggio, per abitudine o perché tutti fanno così...???!??!

proposta:
gli elettori devono votare un partito (o persona) tra i vari candidati disponibili; dopo aver votato però deve rispondere a 10 domande (scritte preventivamente da un comitato di avversari politici misti) riguardanti il programma elettorale o informazioni rilevanti riguardanti partito o candidati.
se rispondi giusto alle 10 domande il tuo voto vale 1, altrimenti sottrai una serie di decimali corrispondente alle domande risposte in modo errato: tipo se rispondi in modo esatto a solo 3 domande su 10, allora il tuo voto vale solo 0,3 voti.
è ovvio che le domande sarebbero le più scomode possibili, visto che sono scritte dagli avversari politici, questo significa che solo chi veramente si informa su programma e candidati politici avrà davvero un voto pieno, gli altri che votano senza informarsi varranno pochissimo.

in caso di aver sbagliato più del 50% delle risposte relative al proprio voto, chi vuole potrà votare di nuovo 15 giorni dopo le elezioni e esprimere un'altra preferenza (sempre però rispondendo ad altre 10 nuove domande relative a partiti e candidati).

speriamo che gli ignoranti, finalmente, comincino a contare meno di chi veramente ha un'opinione fondata.

Saturday, 6 January 2018

mondo pirografato

su una tavola ovale di 80 cm di lunghezza ecco pirografata e decorata una proiezione alternativa del globo terrestre. in attesa di essere appesa alla parete di casa.


a distanza non si coglie bene il disegno sottile di fondo, che genera una testura quasi uniforme e delicata, ma si tratta di serie di "mandala" colorati che si possono distinguere da vicino.


Saturday, 23 December 2017

Friday, 8 December 2017

textures


mesaggio da un sogno - 5

en el sueño del 23 de septiembre 2017 estoy hablando con Ubi, mi compañera amada, y señalando a unos zapatos en el suelo le digo: "si quieres irte allí están tus zapatos!"
los zapatos están realmente allí y sí que puede recogerlos e irse... pero no es exactamente lo que yo quiero... de hecho mirando los zapatos... tienen las cuerdas todas enmarañadas de una manera imposible. es la manera indirectamente mas clara para completar la frase del sueño: "...pero se nota que no quiero que te vayas?"


sin obligaciones. en total libertad. pero que quede claro: "prefiero que te quedes"

proposta contrattuale

in questi tempi dove tutti i diritti dei lavoratori vengono smantellati, mi è venuta in mente una proposta forse "non giusta" in quanto tale, ma (potenzialmente) più giusta in termini comparativi: i diritti del lavoratore a scalare.
cosa significa?
significa che più basso è il salario più diritti sociali si danno al lavoratore, mentre più alto è il salario più libertà si dà all'impresa o al datore di lavoro.
so che non è bello considerare i diritti del lavoro come qualcosa di opzionale, qualcosa che si può avere oppure no: i diritti sono diritti! per esempio se una mamma ha diritto alla maternità è un diritto punto e basta! ma in un mondo in cui si tolgono questi diritti a tutti i lavoratori, non sarebbe meglio (o meno peggio) almeno toglierli a chi ha salari alti e lasciare intatti (gradualmente, a scalare) i diritti per chi è in una situazione più difficile, se non addirittura rafforzarli per le categorie più sfruttate?
non è una bella presentazione, ma se davvero tutte le politiche devono dare più libertà e flessibilità alle imprese per garantire più forza nel mercato internazionale, non sarebbe meglio che almeno un'impresa possa scegliere se pagare meno un lavoratore che però presenta un contrappeso di diritti sociali altissimo oppure, se vuole, ridurre tutti questi diritti che bloccano la flessibilità del mercato, ma per farlo almeno che sia costretta ad aumentare lo stipendio all'impiegato?
come potete vedere non sono un economista, però questa idea a me piace.
piace, al meno, a confronto con la tendenza attuale delle politiche sociali del lavoro.